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Un degno finale di una bella processione. Preludio a una messa particolarmente intensa, celebrata nella sala messa a disposizione dai gestori dello stabilimento Ondanomala. Se eravamo molti o no poco importa (bella e significativa oltre che gradita la presenza di una rappresentanza della comunità di Maccarese).
Il Signore ci ha gratificato regalandoci un pomeriggio primaverile e uno straordinario tramonto. Che ha reso il villaggio dei pescatori ancora più suggestivo. Don Lino all’epoca aveva avuto una bella intuizione a far nascere la chiesa dedicata a San Gabriele, altra splendida Intuizione, a queste latitudini. Lungo la ‘rive gauche’ del fiume Arrone.
A due passi dal mare (che sembra avvolgere in un abbraccio caloroso la chiesetta in mattoni ora chiusa perché impraticabile causa una tromba d’aria) di quella che fu, e potrebbe ancora essere, la Perla del Tirreno. Grazie a don Giuseppe per la perseveranza, ai suoi più stretti collaboratori e al nostro Vescovo Gianrico che ha dato un’impronta magistrale come in ogni occasione di preghiera da lui presieduta.
Abbiamo molto pregato per i giovani dei quali il santo abruzzese, uomo di montagna del secolo diciannovesimo, è uno dei protettori. Lui che si è fidato del Signore e grazie a questo ha compiuto e ancora compie mirabilie. Con una bella comparazione con le parole del Vangelo ascoltate che vedevano Gesù rispondere (alla domanda sempre di un giovane) “cosa devo fare per guadagnare il Regno dei Cieli”? “Va vendi tutto e dallo ai poveri. Poi seguimi”.
Semplice, definitiva, difficile umanamente ma molto stimolante come proposta di vita. Con la certezza che Dio paga sempre il centuplo di ciò che lasciamo. Sempre uniti nella preghiera, evviva San Gabriele.
Lorenzo D’Angelantonio